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La scuola e la società: comunicare e condividere per crescere insieme

       Il progetto o meglio le iniziative nascono da una prerogativa che riteniamo fondamentale: trovare quei punti di contatto tra mondi ed esperienze di vita che apparentemente sono distanti ma che sappiamo fortemente legate e correlate.

Il mondo della scuola e la società civile che tale si definisce hanno in comune la loro base costituita dagli esseri umani, limitati per natura ma capaci di grandi cose sia nel bene che nel male.
La scuola forma e contemporaneamente educa all’interno di una società che se civile vuole essere oltre che definirsi deve puntare ad un costante miglioramento della vita, del tenore socio – economico, intellettuale e spirituale, nel senso lato del termine, di tutti perché solo la crescita e l’elevazione di tutti evitano quelle disparità che riducono parte del contesto in cui viviamo in uno stato semi–bruto con le spiacevoli conseguenze che spesso sono alla ribalta della cronaca.

Ci piace pensare che esistano e probabilmente esisteranno sempre le mele marce e pur non di meno noi vogliamo avere una visione di insieme in cui il bosco di meli cresce sano e produca frutti buoni in grado non solo di isolare e mettere nelle condizioni di non nuocere quei pochi che vengono attaccati da parassiti di varia natura ma si vada oltre, all’origine del male per debellarlo.
In tale contesto ci sono da maestri, come è giusto che sia, quei figli della società che si sono spesi fino al sacrificio estremo in questa ideologica e realistica lotta, coloro che non hanno mai indietreggiato neanche quando sapevano benissimo che quei loro passi li avrebbero portati sul ciglio ed oltre di un baratro dal quale non ci si salva.
Loro hanno sacrificato la vita per consentire a noi di avere una luce da seguire, una stella cometa che ci illumini la via, un faro che faccia svanire le ombre, un antiparassitario che elimini o meglio debelli il male.
Perché se ce una cosa di cui siamo certi è che il cambiamento, come la morte, sono ineluttabili e spetta alle donne vere e agli uomini veri far si che esso avvenga a vantaggio di tutti: nessuno deve restare indietro perché la gramigna colpisce quei prati in cui la presenza della benevola mano dell’essere umano ha smesso di arrivare.
Ecco perché il progetto de quo ha diverse sfaccettature e si estende in diversi comuni: un’azione collettiva che parte da diversi luoghi fisici con lo stesso obiettivo morale riteniamo sia il primo passo da muovere allo scopo di percorrere i chilometri che ci separano e annullare le distanze sia in senso fisico che metafisico.
L’idea nasce in parte da esperienze passate e si fonda su progetti già portati a termine con successo in diverse parti d’Italia.
Nella sua sintesi il progetto si articola nei seguenti punti:
    1. La scuola e la mafia: un fumetto per esprimerci;
    2. La scrittura per creare coscienza;
    3. Raccontare e capire: la lotta alla mafia dalle storie al sentimento;
    4. Le nuove frontiere della tecnologia per superare le barriere;
    5. Lo sport come antidoto all’ozio;
    6.  Tra ieri e oggi: racconto di un’inchiesta.
Ciascuno dei superiori punti saranno sviluppati come in dettaglio di seguito specificato, sempre tenendo a mente il comune obiettivo e l’unità del progetto sia nel suo nascere, che nel suo svilupparsi e nella comune conclusione.
Si cercherà anche di elaborare un computo estimativo relativo ai costi per la gestione del progetto al netto del fatto che gran parte delle attività degli operatori e dei soggetti coinvolti sarà a titolo gratuito e/o di mero volontariato.
Questo, però, non significa che tutto questo non abbia o non debba avere un costo; ci sono spese che riguardano ben altro che la libera e volontaria attività delle persone quali acquisto di materiale (i fornitori non sono quasi mai così generosi da regalare il materiale; per amor del vero vi sono casi in cui lo sono ma molto più spesso applicano uno sconto che talvolta copre il loro intero guadagno ma non può spingersi fino a coprirne i costi di acquisto).
Come meglio si vedrà infra il progetto prevede in conclusione un incontro di tutti coloro che saranno coinvolti in un preciso posto: a Racalmuto, presso la fondazione “Leonardo Sciascia”; le ragioni della scelta verranno illustrate al momento opportuno.
Qui però il problema principale: come reperire i fondi per i trasferimenti dei ragazzi e degli operatori? Ci ingegneremo e proveremo a trovare una soluzione.
In merito ai costi questi saranno analizzati con riferimento a ciascuna parte del progetto e riassunti, insieme ai costi complessivi, generali e cumulativi.
Va da ultimo e non per ultimo esposto e chiarito l’obiettivo del progetto: creare coscienza e conoscenza, destare al curiosità e sollecitare la sete di sapere e apprendere.
Per ogni parte del progetto uno specifico scopo, per il suo insieme un comune obiettivo.
Detto tutto questo passiamo ai dettagli con la disamina dei singoli punti.
    § 1.  La scuola e la mafia: un fumetto per esprimerci: Progetto per la scuola primaria.
       Un titolo, una traccia che serva da spunto per questa porzione del progetto.
       Essa consiste nel raccontare, attraverso i disegni o piccole storie narrate nel modo che i piccoli, gli autori, riterranno più opportuno, la percezione che essi hanno di quello che succede attorno a loro.
Il progetto prende le mosse dal fumetto sulle mafie in Emilia Romagna così come posto e configurato sul sito http://mafiesottocasa.com.
Ovviamente si dovrà tenere conto della tenera età dei bambini che però ancora una volta sapranno sorprendere noi adulti, fosse anche solo ricordandoci che loro ci sono, pensano e soprattutto sentono ed interpretano a modo loro la realtà e forse sono più obiettivi di quando noi adulti, intrisi di pregiudizi anche involontari, di conoscenze spesso falsate e di esperienze a volte tragiche, sappiamo o possiamo fare.
Ci si affiderà, ovviamente, al giudizio e alla sensibilità delle insegnanti perché si facciano portatrici del messaggio e del progetto, sicuri che sapranno meglio di chiunque spiegarlo ai loro discenti e che ne otterranno quella collaborazione e fiducia nel loro solito e tenero modo di porsi.
Confidando sulla collaborazione delle insegnanti che sappiamo non mancherà e sulla tenerezza dei bambini speriamo che così si dia una immagine corretta del fenomeno col solo obiettivo di inculcare nei più piccoli la consapevolezza che quell’atteggiamento – il modo di pensare e agire mafioso – non paga e no appaga.
Per realizzare tutto questo sarà necessario fornire ai partecipanti il corretto materiale quali: album da disegno, colori, e tutto l’occorrente.
Presupponendo che in una classe vi sia una media di 25 alunni e che gli stessi condivideranno il materiale da utilizzare (non servirà un album né un set di colori per ciascun ragazzo), si presume che la spesa sarà di circa € 100,00
Questo punto del progetto verrà realizzato presso una scuola di
    § 2.  La scrittura per creare coscienza.
       Veniamo quindi a quella che abbiamo indicato come secondo punto del progetto.
       Questa parte è rivolta agli studenti delle terze classi della Scuola secondaria di primo grado.
       Sulla scia di quella che è stata la raccolta di racconti dal titolo “Mi scappa di scrivere” – frutto del progetto “Click, accendiamo il mondo” realizzato dall’Associazione “Ergo Sum” nel 2011 e conclusosi con la pubblicazione della raccolta di racconti interamente scritti da dieci allievi della Scuola secondaria di primo grado “Pietro Asaro” dell’Istituto Comprensivo  “Leonardo Sciascia” ex Generale Macaluso di Racalmuto (per i dettagli si veda qui ovvero http://www.ergosumracalmuto.org/comune/index.php?option=com_content&view=article&id=2&Itemid=108) – il progetto parte da un piccolo corso, da eseguire, ove non fosse possibile direttamente in sede, anche con collegamenti via skype o in altro modo.
A questo seguirà la redazione, come avvenuto nel progetto di cui si è detto, di un volume di racconti oppure, se ci saranno gli estremi, di una storia articolata scritta a più mani magari stabilendo per ciascuno un capitolo.
       Ovviamente prenderanno parte al progetto tutti i ragazzi che saranno interessati.
       Nel caso in cui, però, si dovesse ritenere che la partecipazione di un gran numero di ragazzi possa essere dispersivo si potrebbe procedere  alla somministrazione preventiva, come già avvenuto in passato, di un test per il reclutamento.
       Tutto questo sarà sviluppato presso l’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” ex Gen. Macaluso, con gli allievi del terzo anno della Scuola secondaria di primo grado “Pietro Asaro”, sempre di Racalmuto.
Saranno referenti del corso un insegnante individuato all’istituzione scolastica e il Presidente dell’Associazione “Ergo Sum” Nicolò Vignanello.
Crediamo che il modo migliore per imparare sia nell’agire: raccontare  speriamo faccia capire ai ragazzi che la retta via, quella della legalità e del rispetto di tutti, rispetto che non deve essere dettato da timore così come vuole o vorrebbe certa cultura mafiosa ma da giusto sentimento di riguardo e deferenza perché ci si sente parte di un insieme in cui l’ossequio non si cede supinamente ma si chiede appunto rispetto anche concedendolo
       Gli educatori che terranno il corso dovrebbero farlo a titolo gratuito.
Per non appesantire oltremodo il compito di coloro che terranno le lezioni si è pensato di procedere coinvolgendo diversi soggetti.
Questo comporta che si debba prima, d’accordo tra le parti, stilare una sorta di programma assegnando a ciascun precettore il compito di spiegare parte dell’intero.
Si potrebbe anche fare ricorso alle moderne tecnologie per evitare che gli allievi e/o i maestri si spostino per tenere le lezioni per cui si è pensato ad un video collegamento tramite skype o altro mezzo/strumento ed in questo potrebbero supportare coloro che come docenti o allievi si occuperanno della quarta parte di questo stesso progetto che, lo si ricorda, nasce come unitario e pertanto questo potrebbe essere un modo per sottolinearne la finalità di intenti.
Per lo svolgimento del corso in sintesi sarà necessario solo l’acquisto di materiale di cancelleria principalmente quaderni per appunti e penne; ove ritenuto necessario si provvederà anche all’acquisto di una lavagna e di fogli per permettere ai maestri di tenere le loro lezioni.
Spesa ritenuta congrua: € 150,00.
    § 3.  Raccontare e capire: la lotta alla mafia dalle storie al sentimento.
La Sicilia, ed in essa Racalmuto come ogni altro comune quasi isola nell’isola (come diceva Sciascia) hanno vissuto ed ancora, sia in forme mutate ma non meno “criminali” – nel senso di vigliacchi, assassini, deturpatori della morale e della società, viscidi segni di un panorama ed un ambiente che con la forza si pone e propone come fermamente contrario ad ogni principio del vivere civile così come ci insegnarono i Romani – vive la mafia come parte di se stessa.
A volte si arriva a credere che essa sia indistruttibile, un male non estirpabile, congenito e per alcuni aspetti forse anche necessario.
A noi piace credere nella verità delle parole, nelle sane espressioni, nelle idee di chi con esempio di vita riteniamo maestri non perché da una cattedra abbiano impartito lezioni ma al contrario perché stando coi piedi per terra hanno dato l’esempio fino all’estremo sacrificio.
A chi sostiene che la mafia esisterà sempre rispondiamo con le parole di Falcone «La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.»; «la parte migliore della società», ci permettiamo di aggiungere.
Crediamo anche e prima che questa lotta vada fatta nel quotidiano, nelle azioni che ognuno compie, nelle omissioni che evitiamo e nel chiedere rispetto per tutti e da tutti fosse anche solo della fila alle Poste: la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri.
Anche per questo nasce il presente progetto: il miglior modo per combattere l’oscurità dell’ignoranza è portare la luce della conoscenza
Ecco perché una parte del progetto è dedicata alla diffusione delle informazioni fra i giovani: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non devono solo essere due coi baffi che si parlano all’orecchio su un lenzuolo.
Così come loro anche molti altri che in questa crudele ed impari lotta si sono spesi e sono morti.
È nostro compito di genitori, adulti, educatori o semplici cittadini che credono in una società civile impiantare il seme della coscienza e della conoscenza; è nostro dovere informare con lo scopo che certi fatti non si ripetano, che la società civile è infinitamente più forte di qualsiasi associazione a delinquere; che quella e non quest’ultima possiede le chiavi del futuro e che è nostro compito consegnarle ai giovani affinché vivano in quella casa in armonia, condivisione ed in osservanza dei principi civili: vivere onestamente, non danneggiare nessuno, dare a ciascuno il suo ovvero honeste vivere, neminem ledere, suum cuiuque tribuere.
Nel concreto sviluppo di questa parte del progetto si partirà da una serie di incontri coi ragazzi (delle scuole medie, la scelta a chi gestirà la parte del progetto) per raccontare loro delle storie di mafia, vere o frutto di immaginazione di scrittori, per giungere poi ad interviste di pochi minuti su questa esperienza.
Al fine di non intaccare le attività curriculari gli incontri avverranno fuori dal normale orario scolastico presso il centro socio–culturale “Ad Maiora”.
Compatibilmente con le attività scolastiche – che speriamo di non intaccare mai, non solo per questa parte del progetto – si potrebbero invitare gli alunni di alcune specifiche classi a leggere un testo, anche breve, che riguardi storie di mafia evitando con cura di darne o farne dare una lettura romanzata come spesso accade nelle trasposizioni televisive.
Si lascia ai gestori del centro la quantificazione economica di questa parte del progetto.
Racalmuto, referente: Maria Mulè (centro “Ad Maiora”)
    § 4.  Le nuove frontiere della tecnologia per superare le barriere.
Cercheremo di dimostrare quando sia utile oggi la tecnologia e contestualmente ne sottolineeremo punti critici.
Nella consapevolezza che pochi fatti umani – come l’inizio della vita e la sua fine – siano inevitabili ed ineluttabili come il cambiamento riteniamo che il progresso sganciato dal senso di umanità inevitabilmente finisce per abbruttire la nostra esistenza.
Oggi come o forse più di ieri questo è vero: da bambini credevamo che mai avremmo visto la tv fuori da quello scatolone posto su un mobile resistente, oggi l’immaginazione basata su dati di fatto delle nuove generazioni ha di gran lunga superato quel limite.
Come ogni moneta che si rispetti, però, questo ha il suo rovescio: ieri ci guardavamo in faccia e negli occhi cogliendo umane espressioni che oggi raramente, se non nell’intimità coi nostri cari, cogliamo.
Siamo sicuri che oggi siamo davvero progrediti? Ma la domanda che più ci turba è: siamo sicuri che oggi siamo più umanamente progrediti?
Viviamo di frasi fatte, di slogan, di twitt ed abbiamo dimenticato forse il cinguettio delle nostre voci, di quelle frasi sottovoce sussurrate, di quelle urla di gioia o protesta che ieri si facevano nelle piazze delle nostre città vive anche per questo oltre che per il movimento ed il rapporto umano che si creava.
Lo scopo? Ripartire dal passato per immaginare il futuro migliore.
Certo oggi la conoscenza è a portata di tutti ma corriamo il rischio di sostituire il vero sapere con notizie spesso confuse: abbiamo tanti dati ma poche certezze.
L’uso dei nuovi mezzi di comunicazione a distanza va a danneggiare  la comunicazione interpersonale localizzata; la tecnologia ci avvicina ai lontani e ci allontana dai vicini.
In questo intrecciarsi di aspetti positivi e di storture del tutto negative questa parte del progetto si pone lo scopo non di esaltare i primi e demonizzare i secondi ma suggerire o meglio avviare la ricerca di una soluzione che armonizzi i due aspetti e ci riporti sulla via che conduce a quello che abbiamo definito “progresso a misura di essere umano”.
Come detto a proposito della seconda parte di questo progetto, gli sviluppatori di questa parte potrebbero collaborare per una complessiva riuscita delle idee qui esposte e andare anche oltre: l’elaborazione in diversi formati – dal video alla proiezione di immagini, dalla stesura dei racconti alla loro distribuzione in formato elettronico – di tutti gli aspetti che riguardano la presente iniziativa collettiva.
Volendo andare anche oltre il progetto stesso si potrebbe studiare un modo per la diffusione dei risultati attraverso la cessione gratuita del materiale elaborato e contestualmente avviando una raccolta fondi che possano servire per le future iniziative.
Fattivamente si potrebbe anche pensare di avviare, sull’argomento, un confronto tra insegnanti e discenti delle scuole superiori.
Anche in questo caso si lascia ai gestori del centro la quantificazione economica di questa parte del progetto.
Referente: Adelaide Zaffuto (Centro “Ad Maiora”)
    § 5.  Lo sport come antidoto all’ozio
       Da sempre le attività agonistiche e competitive sono considerate un sano e costruttivo rimedio all’ozio padre dei vizi.
       Costituiscono anche mezzo per superare le barriere: una sana competizione e lo spirito di squadra per dire no a sopraffazione, egoismo ed odio.
       Ecco perché si è ritenuto non solo utile ma necessario inserire in questo progetto – ambizioso forse per certi aspetti – una sezione che riguardasse lo sport.
       Una sana attività sportiva – sana in tutti i sensi perché se lo sport è finalizzato solo al guadagno perde quel suo carattere genuino – è mezzo e allo stesso tempo strumento per una crescita psicologica equilibrata.
Nell’ottica di insieme del progetto che vuole essere snello e che punti soprattutto ad abbattere costi di gestione che né l’Associazione “Ergo Sum” né gli altri partener sono in grado di sostenere si è pensato, bene o male il tempo ci darà il suo insindacabile giudizio, di innestare lo sviluppo della specifica sezione all’interno di esperienze già in essere.
Si tratta, in definitiva, di attuare questa sorta di esperimento sociale all’interno di una squadra o gruppo dilettantistico–agonistico  e delle esperienze vissute al loro interno – dai giocatori all’allenatore ai tifosi passando per tutto il personale che ruota attorno – esaltando anche qui gli aspetti positivi e portandone alla pubblica conoscenza gli aspetti negativi o meglio quelli che potrebbero di sicuro essere migliorati.
In tale prospettiva la registrazione e montaggio, anche qui con la fattiva collaborazione degli operatori/esecutori della quarta parte del progetto, potrebbero essere illuminanti non solo per attirare nuove leve ma anche per rischiararne i problemi e suggerire le possibili soluzioni.
Si è già provveduto, in fase preliminare e pratico–organizzativa che dir  si voglia, ad individuare il giusto ambiente ove sviluppare il progetto.
Si tratta, nella fattispecie, di una squadra di basket che opera a Sciacca ove, coi referenti del progetto Anna Burgio e Sara Vignanello, si ritiene possibile eseguire le interviste sulle esperienze colà maturate.
Si lascia anche qui ai gestori della sezione del progetto il compito di indicare materiale necessario e costi per la sua realizzazione.
    § 6.  Tra oggi e ieri: racconto di un’inchiesta
Per relazionare passato e presente in genere si parte da primo per giungere, dopo analisi delle vicende, al secondo; noi miriamo fantasticamente ad invertire i termini.
Si immaginerà un’inchiesta condotta dal giudice Rosario Livatino su una presunta corruzione per la costruzione dei templi greci ad Agrigento.
Partendo da un presupposto non vero ci si dovrà immaginare come si sarebbe comportato il magistrato se invece di essere sotto esame le presunte costruzioni abusive fossero stati proprio i templi?
Si dovrà, pertanto, ricercare tra i fatti di cronaca quello che è avvenuto nella Valle in merito alle costruzioni abusive.
La ricerca non potrà trascurare anche il carattere preciso e puntuale del dott. Rosario Livatino, dei fatti della sua vita, delle inchieste che ha condotto e della precisione dallo stesso mostrata in ognuna di quelle (per fare un esempio voleva rinviare a giudizio l’intero Consiglio Comunale di Racalmuto per un ammanco di circa mille lire nel bilancio, se non ricordo male, all’inizio degli anni ’90, ndr).
Da questi dati reali si dipanerà poi la fantasia, sempre condita di fatti di cronaca recente, cui si affida la risposta: saranno gli studenti a dover immaginare e mettere in scena gli eventi.
Forse quello che è accaduto o meglio quello che sarebbe potuto accadere allora per ora potrà indicarci la giusta soluzione ai mali della nostra società perché siamo il derivato di quello che è stato ma forse col difetto di aver preso da lì tutt’altro che i pregi, di aver ereditato il negativo che ha oscurato la parte positiva: sarà ricreando scenari con finali che non immaginiamo che rischiariremo le nostre positive origini? Noi non solo lo speriamo ma lo crediamo.
L’intera messa in opera sarà affidata agli allievi del ginnasio del Liceo Classico “Empedocle”; i costi dipenderanno ovviamente dalla possibilità di procurarsi abiti o strutture sceniche nonché dall’articolazione che la fantasia darà alla vicenda.
Per la quantificazione si dovrà, quindi, attendere almeno lo sviluppo di una prima parte della sezione: la scrittura della scenografia.
Luogo: Liceo Classico “Empedocle”, referente da individuare
    § 7.  Conclusioni del progetto
L’intero progetto dovrebbe nascere, crescere, svilupparsi e concludersi all’interno del periodo compreso nell’anno scolastico 2017–2018.
Ci piace pensare che ogni viaggio deve avere una conclusione e crediamo che in questo caso un ritorno alle origini sia il modo migliore per concludere l’esperienza.
Così abbiamo pensato di fare nel caso di specie: tornare al luogo di origine e ritornare alle origini per riportare e collegare il tutto con un grande nome e con una sua fondamentale esperienza di vita; tornare a Racalmuto, tornare a Leonardo Sciascia.
Se, infatti, scopo del progetto è quello di coltivare negli allievi il senso di appartenenza ed inculcare conoscenza della nostra amata e martoriata terra di Sicilia, riportarli a Sciascia e alla sua esperienza di maestro non può che esserne la naturale conclusione.
Per tale ragione è previsto che la conclusione del progetto con la presentazione dei lavori realizzati e delle prospettive future avvenga presso la fondazione “Leonardo Sciascia” in quella Racalmuto tanto cara allo scrittore e che ne ispirò gran parte dell’opera.
Ivi si dovrebbero riunire tutti gli attori del progetto – dai maestri agli allievi, dagli ideatori agli organizzatori concreti, dagli sviluppatori ai destinatari – in una giornata che sia sì di “relazione finale” ma costituisca principalmente una festa, un modo gioioso, cordiale e perché no familiare di incontrarsi, di scambiare sensazioni, idee, sogni ed esperienze.
Il programma della giornata, da articolare nei dettagli, si dovrebbe sviluppare dall’arrivo in mattinata a Racalmuto ad un giro per i luoghi di Sciascia per poi fermarsi per il pranzo e continuare nel pomeriggio presso gli ampi locali della fondazione ove, come detto, verranno presentati i lavori.
Questa la parte più economicamente impegnativa del progetto.
Non sarà facile, infatti, trovare i fondi per il viaggio a Racalmuto di una intera classe scolastica da Agrigento e di una squadra da Sciacca, trascurando, per quanto probabilmente non secondario, lo spostamento dei ragazzi di Racalmuto e di tutti coloro che già si trovano a Racalmuto.
Si aggiunga il pranzo per questa allegra moltitudine che speriamo di poter organizzare in unico luogo perché fondamentale, secondo il nostro modesto punto di vista, è lo stare insieme a tavola, il condividere il cibo, il ritrovarsi commensali.
Volendo provare a quantificare i costi crediamo che serviranno non meno di € 1.500,00 per i pullman e non meno di € 8.00,00 per il pranzo collettivo (sempre che si trovino spazi sufficientemente ampi ma crediamo che non dovrebbero esserci problemi in tal senso)
    § 8.  Sunto e contabilizzazione complessiva costi
Come sempre in ogni progetto che si rispetti è giunto il momento di tirare le somme, in tutti i sensi.
Estremizzando la sintesi l’intera parte espositiva il progetto, come detto, si articola nei seguenti cinque punti:
    1. La scuola e la mafia: un fumetto per esprimerci.
    2. La scrittura per creare coscienza.
    3. Raccontare e capire: la lotta alla mafia dalle storie al sentimento,
    4. Le nuove frontiere della tecnologia per superare le barriere.
    5. Lo sport come antidoto all’ozio;
    6. Tra oggi e ieri: racconto di un’inchiesta.

Costi:
    Punto 1. € 100,00
    Punto 2. € 150,00        da far quantificare agli operatori.
    Punto 3. € 0,00           da far quantificare agli operatori.
    Punto 4. € 0,00           da far quantificare agli operatori.
    Punto 5. € 0,00           da far quantificare agli operatori.
    Punto 6. € 0,00           da far quantificare agli operatori.
    Punto 7. € 2.300,00
                                                    TOTALE € 2.550,00

CHE NE DITE SI PUÒ FARE?

 

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