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TU NON MI BASTI MAI...
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SGRAMMATICO: "Ti rendi conto che in questo cagòtto generale ci siamo addimenticati del compleanno di Lucio Dalla...??? [cit. Nicolò Vignanello]. Cioè no Er Mutanda o Gerry Scottex o Calamàra Venier: Lucio Dalla... il Sommo... inghia. Imperdonabile..."


VAJINO: "Inghia... a virità è. Malaficùra..."
GANGAROZZO: "Sono gli effetti del cagòtto... di cui anche Omero parla nell'Iliade e anche nell'Odissea..."
PINNAGNUTTICATA: "Sì. Siamo stati imperdonabili. E per provarci, a farci perdonare, che facciamo?"
GANGAROZZO: "Pubblichiamo il testo di "Tu non mi basti mai..." del Grandissimo".
STRAZZAPINNA: "Inghia. Ma questa una canzone puèerca è... e se ci sono bambini in ascolto...^?"
GANGAROZZO: "Come canzone puèrca… questa poesia è… poesia inarrivabile….”
SGRAMMATICO: “Stavolta il fetido Gangarozzo ha ragiona. Questa è poesia che nemmeno l’aureo poeta Epiglottide, punta di diamante della lirica della Magnaccia Grecia, ha mai saputo esprimere… ma quale Catullio??? Ma quale Burdellaire… ma quale Biaggio Antonaccio… quella di Lucio Dalla, poesia, supera tutti…”
VAJINO: “Inghia. A virità è…”
STRAZZAPINNA: “Sì ma è puèrca la poesia. A quest’ora non è che si possono trasmettere queste cose…”
GANGAROZZO: “Ma dov’è puèrca la canzone? Non l’ho capita questa io…”
STRAZZAPINNA: “Tu vai avanti che te lo dico io…”
GANGAROZZO: “La canzone dice parole stupende:

“Vorrei essere il vestito che porterai…
Il rossetto che userai…
Ti incontro per strada e divento triste
Perché penso che poi te ne andrai…”

… sono parole stupende… non esiste poesia d’amore più bella: il sogno di ogni donna. Senti ancora:

“Vorrei essere la spiaggia dove camminerai…
Vorrei essere la tomba quando morirai…
Il cielo sotto il quale dormirai
Così non ci lasceremo mai
Neanche se muoio e lo sai…”

… inghia… ma queste parole eterne sono, poesia inarrivabile…”

STRAZZAPINNA: “Ennò gioia. Non ci siamo. Hai saltato una parte, hai saltato la parte puèrca. Inghia. Bellu vizziu hai…”
GANGAROZZO: “E qual era ‘sta parte puèrca?? Sentiamo…”
STRAZZAPINNA: “Ma tuo pàtre Osso Pizzìddro e tua màtre Cistifellea… c’è una scrofa che non hai riportato, iadèccola:
“vorrei essere l’uccello che accarezzerai … e dalle tue mani non volerei mai…inghia… bellu vizziu…”
GANGAROZZO: “Ma che c’entra? Di che uccello parli? C’è tutta una letteratura… l’uccello come messaggero verso l’oggetto del desiderio… tanti poeti…”
STRAZZAPINNA: “Ma quale messaggero: qua lui vuole essere l’uccello… la mano che accarezza… e l’uccello che non vuole decollare più… no no. Questo, come uccello, più che l’uccello messaggero d’amore è quello della canzone: “L’uzelìn del la comare… l’uzelìn volea volare…”
GANGAROZZO: “Ma sei uscito con Bellu Ulu ultimamente? No perché ti vedo un poco ossessionato…”
SGRAMMATICO: “Sì sì… li ho visto io. Sono usciti insiema, con tutto che c’era il divieto per il Vriògnavirus… sono andati a patonzine. Solo che hanno trovato il pub chiuso e sono tornati a casa. Nel tragitto è capace che Bellu Ulu c’ha infestato il cervello… sempre con quelle sue ossessioni segssuali...”
GANGAROZZO: “Mah. Mi consola, nel pensiero che esistete voi, il pensiero che ci sia stato Lucio Dalla…”
(Da: “I dialoghi delle pessone drogolàte, che fanno uso di drògola”, Ed. La Pessona, Agrigendo, 19 marzo 2020)

DI SEGUITO IL TESTO DI “TU NON MI BASTI MAI” (DA LEGGERE LENTAMENTE E PENSANDO A QUALCUNO CUI SI VOGLIA, A QUALSIASI TITOLO, BENE)

"Vorrei essere il vestito che porterai
Il rossetto che userai
Vorrei sognarti come non ti ho sognato mai
Ti incontro per strada e divento triste
Perché poi penso che te ne andrai
Vorrei essere l'acqua della doccia che fai
Le lenzuola del letto dove dormirai
L'hamburger di sabato sera che mangerai, che mangerai
Vorrei essere il motore della tua macchina
Così di colpo mi accenderai
Tu, tu non mi basti mai
Davvero non mi basti mai
Tu, tu dolce terra mia
Dove non sono stato mai
Debbo parlarti come non faccio mai
Voglio sognarti come non ti sogno mai
Essere l'anello che porterai
La spiaggia dove camminerai
Lo specchio che ti guarda se lo guarderai, lo guarderai
Vorrei essere l'uccello che accarezzerai
E dalle tue mani non volerei mai
Vorrei esser la tomba quando morirai
E dove abiterai
Il cielo sotto il quale dormirai
Così non ci lasceremo mai
Neanche se muoio e lo sai
Tu, tu non mi basti mai
Davvero non mi basti mai
Io, io, io ci provo sai
Non mi dimenticare mai".

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