Lu scifu di lu Vuzzaru

Si narra che nel 1472 nelle campagne intorno alla fortezza oggi denominata “Castelluccio” in agro di Racalmuto (AG) è nato un giovane deforme cui fu dato il nome di “Vuzzaru”. Le poche note sulle sue caratteristiche fisiche lo descrivono come talmente deforme che al confronto Quasimodo, il gobbo di Notre Dame, era un prestante atleta.

Il ragazzo cresceva brutto ma intelligente e, cosciente del suo fisico, viveva nascosto agli occhi del mondo, uscendo solo di notte per ammirare, al chiaro di luna, le bellezze naturalistiche

Nel 1490 appena diciottenne il ragazzo si sentiva, naturalmente, attratto dalle ragazze ma non osava mostrarsi a loro.

Stanco di vivere all’ombra della luna una notte decise che avrebbe avvicinato delle fanciulle. Decise così di scavare nella roccia una doppia vasca: una l’avrebbe riempita di acqua fresca per attirare le pulzelle, nell’altra si sarebbe nascosto per sorprenderle.
Così fece ma finito il lavoro si addormentò nella vasca ancor prima di riempire l’altra di acqua.

All’alba alcune ragazze notando lo strano incavo nella roccia si avvicinarono e appena videro il giovane lanciarono un acuto urlo che sveglio di colpo Vuzzaru il quale diede un forte pugno sulla parete della roccia, un pugno talmente forte da sfondare la pietra e da quel buco ne uscì dell’acqua fresca.

La fonte diede acqua alle contrade circostanti fornendo in quantità acqua fresca d’estate e calda d’inverno così Vuzzaru divenne famoso e fu circondato sempre da ragazze carine e da tanti amici che lo hanno accettato per come era.

Annotazioni:

Le vasche ancora esistono nella zone del Castelluccio di Racalmuto e porta il nome proprio di “lu scifu di lu Vuzzaru”.

La presente storia è frutto di pura invenzione e fantasia, non risultano, a chi scrive dati storici sulla fonte.

“Lu scifu di lu Vuzzaru”

Foto per gentile concessione di Gero Messina che ringrazio.

La memoria ha lo stesso prezzo dei passi fatti assieme: incommensurabile

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