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L'UNICA CERTEZZA (CHE NON C'E' PIU').
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GANGAROZZO: "Comunque non c'eravamo abituati. Non c'eravamo abituati ai film di fantascienza. Ma la cosa strana, la più strana, tra le tante, è una..."


STRAZZAPINNA: "Ma tuo pàtre Bifidus e tua màtre Miscèl Unzicher... qua le cose strane tante sono, con sto Carognavirus. Quando mai si è sentito il dentista che ha paura del cliente? Non si vedono più i visi delle persone, solo gli occhi. Non si sa se sorridono, se fanno un sorrisino sorcastico o una risata sardonica..."
SGRAMMATICO: "La la risata sardonica è quella che si fa quando si mangia la pasta con le sarde? Inghia... buona è la pasta con le sarde..."
STRAZZAPINNA: "Più o meno è quella la risata, di quando si mangia la pasta con le sarde. Ma qua la cosa grave è un'altra. Anche Bellu Ulu. Bellu Ulu è in difficoltà estrema. Una parte delle sue collaboratrici segussuali/corporali erano di natura occasionale, incontrate alla bisogna, si fa per dire, nei localini che frequenta lui. Donne belle e perlopiù sconosciute, alle quali bastava uno sguardo di Bellu Ulu per crollare hai piedi, o alla pinna, del medesimo. Si appartavano nel locale, oppure nella di lui abitazione lugssuosa. Ma ora? Come fa ora Bellu Ulu? Non può di certo operare congiungimenti corporali per donne che, per quanto belle, sono sconosciute. E potrebbero essere portatrici dell'ormai assillante Carognavirus..."
GANGAROZZO: "Sì, perchè ormai questa è la differenza. Prima, il male, ce lo si aspettava dagli estranei, oppure dalle persone a noi care, verso cui nutrivamo sentimenti e interessi segssuali non corrisposti, e che care più non erano. Per lo più amori finiti o mai cominciati (cominciati per finta), che potevano produrre male nei confronti degli altri. In aggiunta al male che, giustamente, ognuno di noi dispensa agli altri nella vita quotidiana e nelle relazioni normali. Ma era, quello, un male insignificante, un male che, con una minima dose di strafottenza, si dissolveva nel nulla, come se non fosse mai esistito. Forse che qualsiasi dispiacere sentimentale, per quanto intenso, non possa essere neutralizzato da un qualsiasi intercambiabile amore successivo?? Ma qui no. Non si tratta di un male qualsiasi, si tratta addirittura della (paura della) morte. E non la porta l'uomo nero, stavolta, o l'estraneo o il criminale o lo stronzo di turno. Ma la porta, cioè la può portare, proprio la persona cui vogliamo bene e che più ci vuole bene. Già il pensiero di questa cosa, a prescindere dalla fondatezza del medesimo, è una spina dolorosissima. Perchè, in pratica, ci ha tolto l'unica certezza che, nella vita, avevamo: cioè che chi ci vuole bene mai e poi mai ci avrebbe fatto del male..."
VAJINO: "Certo che se qualche entità ultraterrerna/pessona ha fatto questa cosa apposta non le manca il senso dell'umorismo..."
GANGAROZZO: "Il senso dell'umorismo??? Che minghia dici??"
VAJINO: "Si. Senso dell'umorismo. Perchè per le divinità le nostre disgrazie sono barzellette divertenti. Inghia. A virità".
(Da: "I dialoghi delle pessone drogolàte, che fanno uso di drògola", Isola di Eubea, III sec. a.C., Collezione Privata Fellini/Watermelon)
(nella foto: una violaciocca sul muro, che si fa li cazzi sua. Essa, in realtà, è una donna non più giovane che, a cagione delle delusioni subite, ha deciso di mantenersi lontana dalle tribolazioni sentimentali, permanendo in un ambiente solo apparentemente ostile).

L'immagine può contenere: pianta, fiore, spazio all'aperto e natura

07 maggio 2020

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