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SALVINI E LA SPINA DI PESCE.
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"In quel tempo il Sommo Profeta Gangarozzo si trovava a percorrere le 'mpruvulazzate vie della Galiea, bruciate dal sole e rese perigliose dalla assoluta mancanza di acqua (chè da quelle parti una sorgente di acqua era come una pessona dignitosa di questi tempi: rarissima).

Il Superno, affetto da: mal di testa, nevralgie, dolori reumatici, cervicobrachialgie, mal di denti, dolori mestruali, era sempre più stanco e, camminando tra gli oleandri e i baobab (cit. Paolo Conte, ma cantata da Celentano) cominciò a buttare gastimie contro se stesso per avare accettato l'invito del discepolo Cazzone che, in maniera insistente, lo aveva indotto a sfidare vecchiaia e polverose salite sotto il sole.

Giunto nel piccolo millàggio di Joppolo Gianfags, il Superno Bidello di Vita Gangarozzo si arriposò, come consuetudine imponeva, presso la solita locanda gestita da Agrimensoris Ugssor (la Moglie dell'Agrimensore): dopo un bicchiere di vino, con un panino e (un po') di felicità (cit.) salì nella solita stanzetta scarcagnàta (dove poi, alcuni anni dopo, sarebbe stato ritrovato privo di vita, come Drogo nel finale del "Deserto dei Tartari") e ivi arriposò le sue stanche membra.
L'indomani si trovò di fronte il solito manipolo di spigàti che, per non avere nulla di meglio da fare che ascontàre il Sommo Profeta Gangarozzo, facevano capire tutto della propria squallida ed inutile vita.
L'argomento per cui il Sommo Profeta era stato chiamato dagli scarcagnati discepoli era la figura di un figura di un figuro, sgusàndo la ripetizione, ossessionato dalla Nutella e dal desiderio di mangiare e bere in genere, cui era il nome di Matteo (Rafièle) Salvini. La piccola folla accorsa, quindi, voleva canoscere l'opinione del Sommo Profeta Gangarozzo sul Leghista Nord Matteo Salvini.
Il Sommo Profeta, dopo il consueto scureggione, così amminghiò la folla:
"Premesso che io questo Salvini non lo canòschi, che siamo nel terzo secolo avanti Cristo, e lui arriverà fra più di 2000 anni. Ma mi sono dovuto informare con il Grande Assessore Celeste il quale, come profezia, e anche come profecugina, mi ha detto di comunicarvi quanto segue.
Stolta è la pessona che crede che questo Matteo Salvini, che arriverà fra duemila anni in Italia, succursale del Turdistan, avrà a cuore, o a pancreas, l'interesse degli italiani.
In verità chiunque pensi tale cosa non solo ha pobblèmi di memoria, che non si ricorda di quando il predetto NutellaMan diceva che il suo nemico era lo stato italiano ma, altresì, non conosce la storiella della spina di pesce.
Tale storiella, della spina di pesce, non è conosciuta solo da Gasparri e Renzi e altri dieci disagiati al massimo: per il resto è conosciutissima... iadeccolaqquà...

Esisteva, tanti e tanti anni fa, in Galilea, un medico, che da anni curava un cliente. Il cliente aveva una spina di pesce conficcata nella gola e il medico, con pazienza, ne eseguiva ogni settimana la medicazione. Il paziente, dal canto suo, ogni settimana ricompensava il medico con una cassetta di pesce fresco, in quanto egli, il paziente, era un pescatore.
Passarono gli anni. E sempre la storia era uguale.

Senonchè.

Senonchè, un giorno, il paziente si recò per la medicazione allo studio medico e, ivi, trovò il figlio, diventato da poco medico anche lui, dell'ormai vecchio curatore di malanni, chè il papà non c'era quel giorno. Dopo un breve esame dei cannarozzi il giovine ebbe un impeto di iniziativa e, con una pinzetta rudimentale, piuttosto che medicare la ferita determinata dalla spina, asportò repentinamente la medesima.
Il paziente andò via felice.

Arrivato il padre, l'indomani, il figlio molto orgoglione del proprio operato, gli raccontò, novello medico, di avere risolto quel pobblèma che il papà da decenni non riusciva a risolvere, e di avere normalizzato per sempre la vita dello spigàto pescatore.
Piuttosto che essere ringraziato dall'anziano padre, il giovine fu colpito al viso da una crudele sberla paterna, accompagnata dalle seguenti paterne palòre: "bravo coglione, che gli hai levato la spina. Ora, il pesce, o testa di cazzo, lo andremo sempre a comprare, altro che regalato".

Il Discepolo Cazzone chiese what nicche and what nacche... che minghia c'entrava questa storia con il Matteo Rafièle Salvini. E il Sommo, ma ormai stanchissimo, Profeta così rispose: "O Discepolo Cazzone, il racconto dimostra una cosa. La Lega di codesto Salvini aveva meno del dieci per cento dei voti. Perchè al centro sud, la Lega Nord, la votavano solo i tossici. Con il pobblèma dei migranti, invece, la Lega Nord prende voti anche al Sud, dai sudici, e ha il quaranta per cento. Ora io dichi, o Cazzone: se quelli della Lega Nord, che hanno polarizzato l'attenzione su quel pobblema (non facendo peraltro una minghia per risolverlo e anzi esaltandone i profili problematici e gli aspetti negativi) potessero risolvere il pobbèma predetto, tornando al cinque per cento, lo farebbero??? Per farlo, dovrebbero essere tutti matti. Essi si nutrono di questo pobblèma e chiunque volesse annullare (non è il loro caso) la fonte del proprio nutrimento è pessona da ricoverare. O da fare visitare da uno bravo.
Questa cosa, come detto, la capiscono pure i Renzi e i Gasparri e se qualcuno non la capisce, come ti dicevo, ha pobblèmi gravi, anzi gravissimi.

Ora vi saluto, o discepoli schiffaràti. Mi attende una notte di sdillinii e sofferenze (incredibilmente si era fatta sera) che, nella vecchiaia, purtroppo costituiscono la regola. Speriamo, almeno, di fare qualche bel sogno.

Il Sommo Profeta si allontanò con passo lento e schiena pensierosa, un po' curva quindi, e sparì nel buio".
(Da: "Vita del Sommo Profeta Gangarozzo scritta da lui medesimo", Isola di Eubea, III sec. a.C.)

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