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La sicurezza della navigazione ed il rispetto della riservatezza dovrebbero essere date per scontate mentre siamo su in Internet. Questo non accade, principalmente a causa del fatto che Internet ed il Web non furono creati con tali finalità. Gli avanzamenti tecnologici però forniscono una serie di strumenti avanzati che permettono di verificare il livello di sicurezza della navigazione. Il primo anello di debolezza della catena (ma non l'unico) è il browser, che deve supportare una serie di tecnologie di sicurezza.

Useremo il servizio noto come BESC, messo a disposizione da Cloudflare, una società americana specializzata in Content Delivery Network (CDN), servizi di sicurezza Internet e servizi di DNS distribuiti.

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Un firewall (letteralmente "parete tagliafuoco") è un dispositivo hardware oppure un componente software (o una combinazione di entrambi) per la sicurezza ed il monitoraggio del traffico di rete. Esso è la prima linea di difesa delle reti private (che supponiamo sicure) e costiutisce una sorta di barriera per le reti esterne (come Internet) che possono essere inaffidabili. Per questo motivo, negli anni passati hanno goduto di grande popolarità prodotti come Comodo Firewall o Zone Alarm (anche in versione gratuita). I sistemi operativi della famiglia Windows, a partire dall'ormai obsoleto Windows XP, incorporano un firewall software chiamato Windows Firewall e, a partire da Windows 7, tale componente è diventata una piattaforma di filtraggio evoluta. La nota stonata è che, come da tradizione Microsoft, l'interfaccia di configurazione delle componenti avanzate è poco amichevole ed intuitiva. Fortunatamente ci viene in aiuto quella che, molto probabilmente, è la migliore utility da accoppiare al firewall di sistema: Windows Firewall Control (nel seguito WFC).

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La scure della censura si abbatte alla cieca sempre più spesso su Internet, rendendo inaccessibili servizi web, siti e blog leciti, che hanno avuto la sfortuna di risiedere su virtual private server usati anche dai "soliti" pirati. In questi casi sit/blog/forum/servizi "buoni" si ritrovano a condividere lo stesso indirizzo IP di un sito "cattivo": arriva la censura e fa di tutta l'erba un fascio, rende inaccessibile l'IP condiviso e oscura tutto indiscriminatamente. Per aggirare il blocco selvaggio degli indirizzi IP (un modo di fare tipico delle dittature che vediamo regolarmente applicato anche in Italia) è possibile usare TOR, tuttavia sulla rete anonima la banda disponibile è limitata e la navigazione è lentissima. L'unica soluzione efficiente è cambiare i DNS predefiniti. In questo articolo vediamo come farlo nei sistemi operativi Windows.

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Il DNS è il servizio automatico che "traduce" in un numero (detto indirizzo IP) gli indirizzi mnemonici che digitiamo nel browser per raggiungere un determinato sito. Ogni ISP (il fornitore della connessione ad Internet) ha un proprio servizio DNS, tuttavia non sempre ci conviene usarlo e preferiremmo cambiarlo: vediamo come farlo in Windows 10.

Abbiamo già visto in alcuni articoli precedenti il meccanismo di funzionamento del DNS, perché spesso convenga modificarlo e come farlo (sia nel modem-router e, in caso ciò non sia possibile, direttamente nei sistemi Windows meno recenti come XP, Vista, 7, 8 e 8.1). Se avete perso le "puntate precedenti", alla fine di questo post troverete i link agli articoli già pubblicati.

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Abbiamo già visto come configurare i DNS nel modem-router,  soluzione preferibile rispetto alla modifica della configurazione di rete nel sistema operativo. Abbiamo suggerito di cambiare i DNS predefiniti dall'ISP poiché questi censurano una parte del Web e, soprattutto, perché non offrono alcuna protezione dai siti ostili. Ora vediamo come si possa ottenere una maggiore velocità di risposta dei DNS eseguendo un benchmark per scegliere quali usare ed in che ordine.

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